Viaggio nella penisola iberica

Oggi andiamo a conoscere altre tre squadre che stanno dando vita a questa indimenticabile edizione della Champions, e sono tutte e tre squadre provenienti dalla penisola iberica.

Il Real Madrid insegue il sogno della undécima e ci prova con undici elementi di assoluto valore, degni portatori della pesante “Camiseta Blanca” e con tutti i requisiti necessari a portarla con onore. L’eredita di “San Iker” Casillas l’ha raccolta Simone Rognoni, ragazzo molto tranquillo ma con le idee chiare che sa bene quanto conti il ruolo che gli spetta, ben conscio dell’aiuto che gli possono dare Andrea “La Torre” Pioltini, rocciosissimo centralalone e Riccardo Cambieri, numero di Varane sulle spalle e idee chiare su chi vuole incontrare: “Batteremo il City !”, ha dichiarato sicuro il forte difensore. La spinta è garantita, sugli estrerni da Mattia “Zanetti” Stringhetti e Vittorio “Gareth” Schifino che, con le loro accelerazioni, cercheranno di aprire le difese avversarie per poi mettere il devastante Filippo “FP7” Pellini in condizione di fare i goal che dovranno portare i Blancos verso il sogno; Pellini ha voluto omaggiare il proprio allenatore dicendo: “Faremo un grandissimo torneo perchè abbiamo un grandissimo allenatore !”. La manovra sempre spettacolare della squadra della Casa Blanca ha, chiaramente, bisogno di qualità per decollare e allora mister Pessina si affida al trio Massimo “Iniesta” Bazzurro che infatti gioca col 6 di Iniesta in nazionale, Andrea “Il Wesley Nervoso” Migliavacca e Riccardo “Luka l’uomo funivia” Giampaglia. I goal sono responsabilità del Bomber Christian Maitti e Francesco “La Formica Atomica” Dieni che richiama i suoi sul bersaglio grosso e fa sapere che “Vincere non è importante; è l’unica cosa che conta”.

i cugini dell’ Atletico faranno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote ai più quotati rivali cittadini, e, come da tradizione, punta tutto sulla personalità degli interpreti. Tra i pali va Francesco “Dj Came” Cameroni, portierone che segue lo strano mantra “Nutella, kebab e Musica House” per trovare il giusto equilibrio psicofisico, aiutato nella protezione del fortino da Matteo “Bellicapelli” Pecchio che, da giorni, porta avanti la sua personalissima battaglia contro l’uso dello shampoo usando il semplice ma efficace slogan “No allo shampoo !”. Ad aiutare il buon Pecchio provvedono Daniele “Dada” Riboni e Filippo “Vice” Viceconti. a centrocampo Edoardo “Depi” de Pietri in Tonelli garantisce la necessaria copertura a Niccolò “Qualitè” Pasi, l’uomo che ha in mano le chiavi del centrocampo, giocatore sicuro e con una filosofia netta riguardo al calcio: “La qualità è la prima cosa che cerco in campo”. La qualità di Pasi farà la differenza nell’innesco delle punte di diamante, il tridente delle meraviglie Matteo “Misis” Misitano, giocatore esplosivo, Catalin “Katana” Bagneschi, la lama che affonda nel fianco della difesa e Alessandro “Mattone” Martone che, rendendo molto bene l’idea della solidità d’animo della compagine dei “Colchoneros” dichiara fiero: “Sono un muro in difesa anche se gioco in attacco”. I biancorossi saranno un osso duro per tutti e promettono di battagliare con tutti.

Altra nobile partecipante alla kermesse è il Porto, squadra che un decennio fa salì sul tetto d’Europa e vuole rinverdire i fasti del suo glorioso passato tornando a dominare il Vecchio Mondo con un Settebello che farà sognare i tifosi. Le manone sicure di Francesco “Go” Colli non faranno rimpiangere i tempi di Vitor Baia davanti al quale gioca un trio di difensori di primissimo piano. Edoardo “Dodo” Barboni controlla gli esterni avversari, Alessandro “La Diga” Bosio, che esprime un particolare apprezzamento per la location, si occupa di non far passare nemmeno l’aria e Arturo “Re Artù” Bocchiola si comporta da leader e, sommergendo tutta Chiesa con una pioggia ego, ci tiene a far sapere a tutti che “E’ un vero onore giocare con me”. A metà campo la tecnica è tanta, ma la personalità non è meno; Ludovico “Pugni di Ferro” Kraus è centrocampista di lotta e di governo ed esprime una certa”predilezione” per il City, squadra vincente e che quindi vorrebbe battere. Al suo fianco Edoardo “Braga” Bragadin spiega il perchè del suo numero 10: “Sono i brutti minuti che farò passare ai miei sventurati avversari, Atletico incluso”. La punta di diamante della formazione lusitana è Nicholas “Horst Hrubesh” Patrignani, carichissimo e più che pronto per trascinare i Dragões alla finale.

A domani per la terza tappa del viaggio !

SA

Un pensiero su “Viaggio nella penisola iberica”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *